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  • Eseguire gli obblighi previsti da leggi e/o regolamenti.

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Legge n. 675 del 31 dicembre 1996 – Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali (testo vigente) Testo aggiornato in base ai seguenti decreti legislativi: n. 282 del 30.07.99 n. 281 del 30.07.99 n. 135 dell11.05.99 n. 51 del 26.02.99 n. 389 del 06.11.98 n. 171 del 13.05.98 n. 135 dello 08.05.98 n. 255 del 28.07.97 n. 123 del 09.05.97 CAPO I – PRINCIPI GENERALI ( Artt. 1 – 6) Art. 1. Finalità e definizioni 1. La presente legge garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e allidentità personale garantisce altresì i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione. 2. Ai fini della presente legge si intende: a) per banca di dati, qualsiasi complesso di dati personali, ripartito in una o più unità dislocate in uno o più siti, organizzato secondo una pluralità di criteri determinati tali da facilitarne il trattamento b) per trattamento, qualunque operazione o complesso di operazioni, svolti con o senza lausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, lorganizzazione, la conservazione, lelaborazione, la modificazione, la selezione, lestrazione, il raffronto, lutilizzo, linterconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati c) per dato personale, qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale d) per titolare, la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo cui competono le decisioni in ordine alle finalità ed alle modalità del trattamento di dati personali, ivi compreso il profilo della sicurezza e) per responsabile, la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali f) per interessato, la persona fisica, la persona giuridica, lente o lassociazione cui si riferiscono i dati personali g) per comunicazione, il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi dallinteressato, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione h) per diffusione, il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione i) per dato anonimo, il dato che in origine, o a seguito di trattamento, non può essere associato ad un interessato identificato o identificabile l) per blocco, la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione del trattamento m) per Garante, lautorità istituita ai sensi dellarticolo 30. Art. 2. Ambito di applicazione 1. La presente legge si applica al trattamento di dati personali da chiunque effettuato nel territorio dello Stato. Art. 3. Trattamento di dati per fini esclusivamente personali 1. Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali non è soggetto allapplicazione della presente legge, sempreché i dati non siano destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. 2. Al trattamento di cui al comma 1 si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di sicurezza dei dati di cui allarticolo 15, nonché le disposizioni di cui agli articoli 18 e 36. Art. 4. Particolari trattamenti in ambito pubblico 1. La presente legge non si applica al trattamento di dati personali effettuato: a) dal Centro elaborazione dati di cui allarticolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, come modificato dallarticolo 43, comma 1, della presente legge, ovvero sui dati destinati a confluirvi in base alla legge, nonché in virtù dellaccordo di adesione alla Convenzione di applicazione dellAccordo di Schengen, reso esecutivo con legge 30 settembre 1993, n. 388 b) dagli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, ovvero sui dati coperti da segreto di Stato ai sensi dellarticolo 12 della medesima legge c) nellambito del servizio del casellario giudiziale di cui al titolo IV del libro decimo del codice di procedura penale e al regio decreto 18 giugno 1931, n. 778, e successive modificazioni, o, in base alla legge, nellambito del servizio dei carichi pendenti nella materia penale d) in attuazione dellarticolo 371-bis, comma 3, del codice di procedura penale o, per ragioni di giustizia, nellambito di uffici giudiziari, del Consiglio superiore della magistratura e del Ministero di grazia e giustizia e) da altri soggetti pubblici per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, in base ad espresse disposizioni di legge che prevedano specificamente il trattamento. 2. Ai trattamenti di cui al comma 1 si applicano in ogni caso le disposizioni di cui agli articoli 9, 15, 17, 18, 31, 32, commi 6 e 7 e 36, nonché, fatta eccezione per i trattamenti di cui alla lettera b) del comma 1, le disposizioni di cui agli articoli 7 e 34. Art. 5. Trattamento di dati svolto senza lausilio di mezzi elettronici 1. Il trattamento di dati personali svolto senza lausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati è soggetto alla medesima disciplina prevista per il trattamento effettuato con lausilio di tali mezzi. Art. 6. Trattamento di dati detenuti allestero 1. Il trattamento nel territorio dello Stato di dati personali detenuti allestero è soggetto alle disposizioni della presente legge. 2. Se il trattamento di cui al comma 1 consiste in un trasferimento di dati personali fuori dal territorio nazionale si applicano in ogni caso le disposizioni dellarticolo 28. CAPO II – OBBLIGHI PER IL TITOLARE DEL TRATTAMENTO ( Artt. 7 – 8) Art. 7. Notificazione 1. Il titolare che intenda procedere ad un trattamento di dati personali soggetto al campo di applicazione della presente legge è tenuto a darne notificazione al Garante. 2. La notificazione è effettuata preventivamente ed una sola volta, a mezzo di lettera raccomandata ovvero con altro mezzo idoneo a certificarne la ricezione, a prescindere dal numero delle operazioni da svolgere, nonché dalla durata del trattamento e può riguardare uno o più trattamenti con finalità correlate. Una nuova notificazione è richiesta solo se muta taluno degli elementi indicati nel comma 4 e deve precedere leffettuazione della variazione. 3. La notificazione è sottoscritta dal notificante e dal responsabile del trattamento. 4. La notificazione contiene: a) il nome, la denominazione o la ragione sociale e il domicilio, la residenza o la sede del titolare b) le finalità e modalità del trattamento c) la natura dei dati, il luogo ove sono custoditi e le categorie di interessati cui i dati si riferiscono d) lambito di comunicazione e di diffusione dei dati e) i trasferimenti di dati previsti verso Paesi non appartenenti all Unione europea o, qualora riguardino taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24, fuori del territorio nazionale f) una descrizione generale che permetta di valutare l adeguatezza delle misure tecniche ed organizzative adottate per la sicurezza dei dati g) lindicazione della banca di dati o delle banche di dati cui si riferisce il trattamento, nonché leventuale connessione con altri trattamenti o banche di dati, anche fuori del territorio nazionale h) il nome, la denominazione o la ragione sociale e il domicilio, la residenza o la sede del responsabile in mancanza di tale indicazione si considera responsabile il notificante i) la qualità e la legittimazione del notificante. 5. I soggetti tenuti ad iscriversi o che devono essere annotati nel registro delle imprese di cui allarticolo 2188 del codice civile, nonché coloro che devono fornire le informazioni di cui allarticolo 8, comma 8, lettera d), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, possono effettuare la notificazione per il tramite di queste ultime, secondo le modalità stabilite con il regolamento di cui allarticolo 33, comma 3. I piccoli imprenditori e gli artigiani possono effettuare la notificazione anche per il tramite delle rispettive rappresentanze di categoria gli iscritti agli albi professionali anche per il tramite dei rispettivi ordini professionali. Resta in ogni caso ferma la disposizione di cui al comma 3. 5-bis .( comma aggiunto dallart. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) La notificazione in forma semplificata può non contenere taluno degli elementi di cui al comma 4, lettere b), c), e) e g), individuati dal Garante ai sensi del regolamento di cui all articolo 33, comma 3, quando il trattamento è effettuato: a) da soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, sulla base di espressa disposizione di legge ai sensi degli articoli 22, comma 3 e 24, ovvero del provvedimento di cui al medesimo articolo 24 b) nell esercizio della professione di giornalista e per l esclusivo perseguimento delle relative finalità, ovvero dai soggetti indicati nel comma 4-bis dell articolo 25, nel rispetto del codice di deontologia di cui al medesimo articolo c) temporaneamente senza l ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, ai soli fini e con le modalità strettamente collegate all organizzazione interna dell attività esercitata dal titolare, relativamente a dati non registrati in una banca di dati e diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24 c-bis)(Lettera inserita dallart. 2, comma 1, lett. a), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) per scopi storici, di ricerca scientifica e di statistica in conformità alle leggi, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dellarticolo 31. 5-ter. (Comma aggiunto dallart. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Fuori dei casi di cui all articolo 4, il trattamento non è soggetto a notificazione quando: a) è necessario per l assolvimento di un compito previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria, relativamente a dati diversi da quelli indicati negli articoli 22 e 24 b) riguarda dati contenuti o provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalità di cui all articolo 20, comma 1, lettera b) c) è effettuato per esclusive finalità di gestione del protocollo, relativamente ai dati necessari per la classificazione della corrispondenza inviata per fini diversi da quelli di cui all articolo 13, comma 1, lettera e), con particolare riferimento alle generalità e ai recapiti degli interessati, alla loro qualifica e allorganizzazione di appartenenza d) riguarda rubriche telefoniche o analoghe non destinate alla diffusione, utilizzate unicamente per ragioni d ufficio e di lavoro e comunque per fini diversi da quelli di cui all articolo 13, comma 1, lettera e) e) è finalizzato unicamente all adempimento di specifici obblighi contabili, retributivi, previdenziali, assistenziali e fiscali, ed è effettuato con riferimento alle sole categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e diffusione strettamente collegate a tale adempimento, conservando i dati non oltre il periodo necessario all adempimento medesimo f) è effettuato, salvo quanto previsto dal comma 5-bis, lettera b), da liberi professionisti iscritti in albi o elenchi professionali, per le sole finalità strettamente collegate all adempimento di specifiche prestazioni e fermo restando il segreto professionale g) è effettuato dai piccoli imprenditori di cui all articolo 2083 del codice civile per le sole finalità strettamente collegate allo svolgimento dell attività professionale esercitata, e limitatamente alle categorie di dati, di interessati, di destinatari della comunicazione e diffusione e al periodo di conservazione dei dati necessari per il perseguimento delle finalità medesime h) è finalizzato alla tenuta di albi o elenchi professionali in conformità alle leggi e ai regolamenti i) è effettuato per esclusive finalità dell ordinaria gestione di biblioteche, musei e mostre, in conformità alle leggi e ai regolamenti, ovvero per la organizzazione di iniziative culturali o sportive o per la formazione di cataloghi e bibliografie l) è effettuato da associazioni, fondazioni, comitati anche a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ovvero da loro organismi rappresentativi, istituiti per scopi non di lucro e per il perseguimento di finalità lecite, relativamente a dati inerenti agli associati e ai soggetti che in relazione a tali finalità hanno contatti regolari con l associazione, la fondazione, il comitato o l organismo, fermi restando gli obblighi di informativa degli interessati e di acquisizione del consenso, ove necessario m) è effettuato dalle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, nei limiti di cui alla lettera l) e nel rispetto delle autorizzazioni e delle prescrizioni di legge di cui agli articoli 22 e 23 n) è effettuato temporaneamente ed è finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero, nel rispetto del codice di deontologia di cui all articolo 25 o) è effettuato, anche con mezzi elettronici o comunque automatizzati, per la redazione di periodici o pubblicazioni aventi finalità di informazione giuridica, relativamente a dati desunti da provvedimenti dell autorità giudiziaria o di altre autorità p) è effettuato temporaneamente per esclusive finalità di raccolta di adesioni a proposte di legge d iniziativa popolare, a richieste di referendum, a petizioni o ad appelli q) è finalizzato unicamente all amministrazione dei condomini di cui all articolo 1117 e seguenti del codice civile, limitatamente alle categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione necessarie per l amministrazione dei beni comuni, conservando i dati non oltre il periodo necessario per la tutela dei corrispondenti diritti q-bis(Lettera inserita dallart. 2, comma 1, lett. b), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) è compreso nel programma statistico nazionale o in atti di programmazione statistica previsti dalla legge ed è effettuato in conformità alle leggi, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dellarticolo 31. 5-quater. (Comma aggiunto dallart. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Il titolare si può avvalere della notificazione semplificata o dell esonero di cui ai commi 5-bis e 5-ter, sempre che il trattamento riguardi unicamente le finalità, le categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e diffusione, individuate, unitamente al periodo di conservazione dei dati, dai medesimi commi 5-bis e 5-ter, nonché: a) nei casi di cui ai commi 5-bis, lettera a) e 5-ter, lettere a) e m), dalle disposizioni di legge o di regolamento o dalla normativa comunitaria ivi indicate b) nel caso di cui al comma 5-bis, lettera b), dal codice di deontologia ivi indicato c) nei casi residui, dal Garante con le autorizzazioni rilasciate con le modalità previste dall articolo 41, comma 7, ovvero, per i dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24, con provvedimenti analoghi. 5-quinquies.(Comma aggiunto dallart. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Il titolare che si avvale dell esonero di cui al comma 5-ter deve fornire gli elementi di cui al comma 4 a chiunque ne faccia richiesta. Art. 8. Responsabile 1. Il responsabile, se designato, deve essere nominato tra soggetti che per esperienza, capacità ed affidabilità forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza. 2. Il responsabile procede al trattamento attenendosi alle istruzioni impartite dal titolare il quale, anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui al comma 1 e delle proprie istruzioni. 3. Ove necessario per esigenze organizzative, possono essere designati responsabili più soggetti, anche mediante suddivisione di compiti. 4. I compiti affidati al responsabile devono essere analiticamente specificati per iscritto. 5. Gli incaricati del trattamento devono elaborare i dati personali ai quali hanno accesso attenendosi alle istruzioni del titolare o del responsabile. CAPO III – TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI – Sezione I – RACCOLTA E REQUISITI DEI DATI ( Artt. 9 – 10) Art. 9. Modalità di raccolta e requisiti dei dati personali 1. I dati personali oggetto di trattamento devono essere: a) trattati in modo lecito e secondo correttezza b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini non incompatibili con tali scopi c) esatti e, se necessario, aggiornati d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati e) conservati in una forma che consenta lidentificazione dellinteressato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati. 1-bis. (Comma aggiunto dallart. 3, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) Il trattamento di dati personali per scopi storici, di ricerca scientifica o di statistica è compatibile con gli scopi per i quali i dati sono raccolti o successivamente trattati e può essere effettuato anche oltre il periodo necessario a questi ultimi scopi. Art. 10. Informazioni rese al momento della raccolta 1. (Comma così modificato dallart. 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Linteressato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali devono essere previamente informati oralmente o per iscritto circa: a) le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati e lambito di diffusione dei dati medesimi e) i diritti di cui allarticolo 13 f) il nome, la denominazione o la ragione sociale e il domicilio, la residenza o la sede del titolare e, se designato, del responsabile. 2. Linformativa di cui al comma 1 può non comprendere gli elementi già noti alla persona che fornisce i dati o la cui conoscenza può ostacolare lespletamento di funzioni pubbliche ispettive o di controllo, svolte per il perseguimento delle finalità di cui agli articoli 4, comma 1, lettera e), e 14, comma 1, lettera d). 3. Quando i dati personali non sono raccolti presso linteressato, linformativa di cui al comma 1 è data al medesimo interessato allatto della registrazione dei dati o, qualora sia prevista la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione. 4. La disposizione di cui al comma 3 non si applica quando linformativa allinteressato comporta un impiego di mezzi che il Garante dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si rivela, a giudizio del Garante, impossibile, ovvero nel caso in cui i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria. La medesima disposizione non si applica, altresì, quando i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui allarticolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. CAPO III – Sezione II – DIRITTI DELLINTERESSATO NEL TRATTAMENTO DEI DATI ( Artt. 11 – 14) Art. 11. Consenso 1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dellinteressato. 2. Il consenso può riguardare lintero trattamento ovvero una o più operazioni dello stesso. 3. Il consenso è validamente prestato solo se è espresso liberamente, in forma specifica e documentata per iscritto, e se sono state rese allinteressato le informazioni di cui allarticolo 10. Art. 12. Casi di esclusione del consenso 1. Il consenso non è richiesto quando il trattamento: a) riguarda dati raccolti e detenuti in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria b) è necessario per lesecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte linteressato o per lacquisizione di informative precontrattuali attivate su richiesta di questultimo, ovvero per ladempimento di un obbligo legale c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque d)(Lettera così sostituita dallart. 4, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) è finalizzato unicamente a scopi di ricerca scientifica o di statistica ed è effettuato nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dellarticolo 31 e)(Lettera così modificata dallart. 12, comma 1, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.) è effettuato nellesercizio della professione di giornalista e per lesclusivo perseguimento delle relative finalità. In tale caso, si applica il codice di deontologia di cui allarticolo 25 f) riguarda dati relativi allo svolgimento di attività economiche raccolti anche ai fini indicati nellarticolo 13, comma 1, lettera e), nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale g) è necessario per la salvaguardia della vita o dellincolumità fisica dellinteressato o di un terzo, nel caso in cui linteressato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità dintendere o di volere h) è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui allarticolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Art. 13. Diritti dellinteressato 1. In relazione al trattamento di dati personali linteressato ha diritto: a) di conoscere, mediante accesso gratuito al registro di cui allarticolo 31, comma 1, lettera a), lesistenza di trattamenti di dati che possono riguardarlo b) di essere informato su quanto indicato allarticolo 7, comma 4, lettere a), b) e h) c) di ottenere, a cura del titolare o del responsabile, senza ritardo: 1) la conferma dellesistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento la richiesta può essere rinnovata, salva lesistenza di giustificati motivi, con intervallo non minore di novanta giorni 2) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati 3) laggiornamento, la rettificazione ovvero, qualora vi abbia interesse, lintegrazione dei dati 4) lattestazione che le operazioni di cui ai numeri 2) e 3) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato d) di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta e) di opporsi, in tutto o in parte, al trattamento di dati personali che lo riguardano, previsto a fini di informazione commerciale o di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva e di essere informato dal titolare, non oltre il momento in cui i dati sono comunicati o diffusi, della possibilità di esercitare gratuitamente tale diritto. 2. Per ciascuna richiesta di cui al comma 1, lettera c), numero 1), può essere chiesto allinteressato, ove non risulti confermata lesistenza di dati che lo riguardano, un contributo spese, non superiore ai costi effettivamente sopportati, secondo le modalità ed entro i limiti stabiliti dal regolamento di cui allarticolo 33, comma 3. 3. I diritti di cui al comma 1 riferiti ai dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chiunque vi abbia interesse. 4. Nellesercizio dei diritti di cui al comma 1 linteressato può conferire, per iscritto, delega o procura a persone fisiche o ad associazioni. 5. Restano ferme le norme sul segreto professionale degli esercenti la professione di giornalista, limitatamente alla fonte della notizia. Art. 14. Limiti allesercizio dei diritti 1. I diritti di cui allarticolo 13, comma 1, lettere c) e d), non possono essere esercitati nei confronti dei trattamenti di dati personali raccolti: a) in base alle disposizioni del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, e successive modificazioni b) in base alle disposizioni del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni c) da Commissioni parlamentari dinchiesta istituite ai sensi dellarticolo 82 della Costituzione d) da un soggetto pubblico, diverso dagli enti pubblici economici, in base ad espressa disposizione di legge, per esclusive finalità inerenti la politica monetaria e valutaria, il sistema dei pagamenti, il controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari nonché la tutela della loro stabilità e) ai sensi dellarticolo 12, comma 1, lettera h), limitatamente al periodo durante il quale potrebbe derivarne pregiudizio per lo svolgimento delle investigazioni o per lesercizio del diritto di cui alla medesima lettera h). 2. Nei casi di cui al comma 1 il Garante, anche su segnalazione dellinteressato ai sensi dellarticolo 31, comma 1, lettera d), esegue i necessari accertamenti nei modi di cui allarticolo 32, commi 6 e 7, e indica le necessarie modificazioni ed integrazioni, verificandone lattuazione. CAPO III – Sezione III – SICUREZZA NEL TRATTAMENTO DEI DATI, LIMITI ALLA UTILIZZABILITA DEI DATI E RISARCIMENTO DEL DANNO ( Artt. 15 – 18) Art. 15. Sicurezza dei dati 1. I dati personali oggetto di trattamento devono essere custoditi e controllati, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante ladozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta. 2. Le misure minime di sicurezza da adottare in via preventiva sono individuate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dellarticolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, sentiti lAutorità per linformatica nella pubblica amministrazione e il Garante. 3. Le misure di sicurezza di cui al comma 2 sono adeguate, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge e successivamente con cadenza almeno biennale, con successivi regolamenti emanati con le modalità di cui al medesimo comma 2, in relazione allevoluzione tecnica del settore e allesperienza maturata. 4. Le misure di sicurezza relative ai dati trattati dagli organismi di cui allarticolo 4, comma 1, lettera b), sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con losservanza delle norme che regolano la materia. Art. 16. Cessazione del trattamento dei dati 1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, del trattamento dei dati, il titolare deve notificare preventivamente al Garante la loro destinazione. 2. I dati possono essere: a) distrutti b) ceduti ad altro titolare, purché destinati ad un trattamento per finalità analoghe agli scopi per i quali i dati sono raccolti c) conservati per fini esclusivamente personali e non destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione c-bis) (Lettera inserita dallart. 5, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) conservati o ceduti ad altro titolare, per scopi storici, di ricerca scientifica e di statistica, in conformità alla legge, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dellarticolo 31. 3. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dalla lettera b) del comma 2 o di altre disposizioni di legge in materia di trattamento dei dati personali è nulla ed è punita ai sensi dellarticolo 39, comma 1. Art. 17. Limiti allutilizzabilità di dati personali 1. Nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi una valutazione del comportamento umano può essere fondato unicamente su un trattamento automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la personalità dellinteressato. 2. Linteressato può opporsi ad ogni altro tipo di decisione adottata sulla base del trattamento di cui al comma 1 del presente articolo, ai sensi dellarticolo 13, comma 1, lettera d), salvo che la decisione sia stata adottata in occasione della conclusione o dellesecuzione di un contratto, in accoglimento di una proposta dellinteressato o sulla base di adeguate garanzie individuate dalla legge. Art. 18. Danni cagionati per effetto del trattamento di dati personali 1. Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi dellarticolo 2050 del codice civile. CAPO III – Sezione IV – COMUNICAZIONE E DIFFUSIONE DEI DATI ( Artt. 19 – 21) Art. 19. Incaricati del trattamento 1. Non si considera comunicazione la conoscenza dei dati personali da parte delle persone incaricate per iscritto di compiere le operazioni del trattamento dal titolare o dal responsabile, e che operano sotto la loro diretta autorità. Art. 20. Requisiti per la comunicazione e la diffusione dei dati 1. La comunicazione e la diffusione dei dati personali da parte di privati e di enti pubblici economici sono ammesse: a) con il consenso espresso dellinteressato b) se i dati provengono da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalità che le leggi e i regolamenti stabiliscono per la loro conoscibilità e pubblicità c) in adempimento di un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria d)(Lettera così modificata dallart. 12, comma 2, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.) nellesercizio della professione di giornalista e per lesclusivo perseguimento delle relative finalità. Restano fermi i limiti del diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza ed in particolare dellessenzialità dellinformazione riguardo a fatti di interesse pubblico. Si applica inoltre il codice di deontologia di cui allarticolo 25 e) se i dati sono relativi allo svolgimento di attività economiche, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale f) qualora siano necessarie per la salvaguardia della vita o dellincolumità fisica dellinteressato o di un terzo, nel caso in cui linteressato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità dintendere o di volere g) limitatamente alla comunicazione, qualora questa sia necessaria ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui allar-ticolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, nel rispetto della normativa di cui alla lettera e) del presente comma, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento h) limitatamente alla comunicazione, quando questa sia effettuata nellambito dei gruppi bancari di cui allarticolo 60 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia approvato con decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonché tra società controllate e società collegate ai sensi dellarticolo 2359 del codice civile, i cui trattamenti con finalità correlate sono stati notificati ai sensi dellarticolo 7, comma 2, per il perseguimento delle medesime finalità per le quali i dati sono stati raccolti. 2. Alla comunicazione e alla diffusione dei dati personali da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, si applicano le disposizioni dellarticolo 27. Art. 21. Divieto di comunicazione e diffusione 1. Sono vietate la comunicazione e la diffusione di dati personali per finalità diverse da quelle indicate nella notificazione di cui allarticolo 7. 2. Sono altresì vietate la comunicazione e la diffusione di dati personali dei quali sia stata ordinata la cancellazione, ovvero quando sia decorso il periodo di tempo indicato nellarticolo 9, comma 1, lettera e). 3. Il Garante può vietare la diffusione di taluno dei dati relativi a singoli soggetti, od a categorie di soggetti, quando la diffusione si pone in contrasto con rilevanti interessi della collettività. Contro il divieto può essere proposta opposizione ai sensi dellarticolo 29, commi 6 e 7. 4. La comunicazione e la diffusione dei dati sono comunque permesse: a)(Lettera così sostituita dallart. 4, comma 2, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) qualora siano necessarie per finalità di ricerca scientifica o di statistica e siano effettuate nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dellarticolo 31 b) quando siano richieste dai soggetti di cui allarticolo 4, comma 1, lettere b), d) ed e), per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati, con losservanza delle norme che regolano la materia. CAPO IV – TRATTAMENTO DI DATI PARTICOLARI ( Artt. 22 – 26) Art. 22. Dati sensibili Per quanto concerne il presente articolo, si richiama lattenzione sul disposto dellArticolo 17 (Tutela della salute) del d.lg. 11 maggio 1999, n. 135, recante Disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento di dati sensibili da parte dei soggetti pubblici. 1. I dati personali idonei a rivelare lorigine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, ladesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dellinteressato e previa autorizzazione del Garante. 1-bis. (Comma inserito dallart. 5, comma 1, d.lg. 11 maggio 1999, n. 135.) Il comma 1 non si applica ai dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato siano regolati da accordi o intese ai sensi degli articoli 7 e 8 della Costituzione, nonché relativi ai soggetti che con riferimento a finalità di natura esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesime confessioni, che siano trattati dai relativi organi o enti civilmente riconosciuti, sempreché i dati non siano comunicati o diffusi fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati. 2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione entro trenta giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione, ovvero successivamente, anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante può prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dellinteressato, che il titolare del trattamento è tenuto ad adottare. 3. (Comma così sostituito dallart. 5, comma 2, d.lg. 11 maggio 1999, n. 135.) Il trattamento dei dati indicati al comma 1 da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge, nella quale siano specificati i dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite. In mancanza di espressa disposizione di legge, e fuori dai casi previsti dai decreti legislativi di modificazione ed integrazione della presente legge, emanati in attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, i soggetti pubblici possono richiedere al Garante, nelle more della specificazione legislativa, lindividuazione delle attività, tra quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che perseguono rilevanti finalità di interesse pubblico e per le quali è conseguentemente autorizzato, ai sensi del comma 2, il trattamento dei dati indicati al comma 1. 3-bis.(Comma inserito dallart. 5, comma 3, d.lg. 11 maggio 1999, n. 135.) Nei casi in cui è specificata, a norma del comma 3, la finalità di rilevante interesse pubblico, ma non sono specificati i tipi di dati e le operazioni eseguibili, i soggetti pubblici, in applicazione di quanto previsto dalla presente legge e dai decreti legislativi di attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, in materia di dati sensibili, identificano e rendono pubblici, secondo i rispettivi ordinamenti, i tipi di dati e di operazioni strettamente pertinenti e necessari in relazione alle finalità perseguite nei singoli casi, aggiornando tale identificazione periodicamente. 4. I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale possono essere oggetto di trattamento previa autorizzazione del Garante, qualora il trattamento sia necessa-rio ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui allarti-colo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transito-rie del codice di procedura penale, approvate con decreto legi-slativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto di rango pari a quello dellinteressato, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Il Garante prescrive le misure e gli accorgimenti di cui al comma 2 e promuove la sottoscrizione di un apposito codice di deontologia e di buona condotta secondo le modalità di cui allarticolo 31, comma 1, lettera h). Resta fermo quanto previsto dallarticolo 43, comma 2. Art. 23. Dati inerenti alla salute (Si richiama lattenzione sul disposto dellart. 17 (Tutela della salute) del d.lg. 11 maggio 1999, n. 135, recante Disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento di dati sensibili da parte dei soggetti pubblici.) 1. Gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari pubblici possono, anche senza lautorizzazione del Garante, trattare i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute, limitatamente ai dati e alle operazioni indispensabili per il perseguimento di finalità di tutela dellincolumità fisica e della salute dellinteressato. Se le medesime finalità riguardano un terzo o la collettività, in mancanza del consenso dellinteressato, il trattamento può avvenire previa autorizzazione del Garante. 1-bis. (Comma inseriti dallart. 2, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) Con decreto del Ministro della sanità adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e il Garante, sono individuate modalità semplificate per le informative di cui allarticolo 10 e per la prestazione del consenso nei confronti di organismi sanitari pubblici, di organismi sanitari e di esercenti le professioni sanitarie convenzionati o accreditati dal Servizio sanitario nazionale, nonché per il trattamento dei dati da parte dei medesimi soggetti, sulla base dei seguenti criteri: a) previsione di informative effettuate da un unico soggetto, in particolare da parte del medico di medicina generale scelto dallinteressato, per conto di più titolari di trattamento b) validità, nei confronti di più titolari di trattamento, del consenso prestato ai sensi dellarticolo 11, comma 3, per conto di più titolari di trattamento, anche con riguardo alla richiesta di prestazioni specialistiche, alla prescrizione di farmaci, alla raccolta di dati da parte del medico di medicina generale detenuti da altri titolari, e alla pluralità di prestazioni mediche effettuate da un medesimo titolare di trattamento c) identificazione dei casi di urgenza nei quali, anche per effetto delle situazioni indicate nel comma 1-ter, linformativa e il consenso possono intervenire successivamente alla richiesta della prestazione d) previsione di modalità di applicazione del comma 2 del presente articolo ai professionisti sanitari, diversi dai medici, che intrattengono rapporti diretti con i pazienti e) previsione di misure volte ad assicurare che nellorganizzazione dei servizi e delle prestazioni sia garantito il rispetto dei diritti di cui allarticolo 1. 1-ter.(Comma inseriti dallart. 2, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) Il decreto di cui al comma 1 disciplina anche quanto previsto dallarticolo 22, comma 3-bis, della legge. 1-quater.(Comma inseriti dallart. 2, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) In caso di incapacità di agire, ovvero di impossibilità fisica o di incapacità di intendere o di volere, il consenso al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute è validamente manifestato nei confronti di esercenti le professioni sanitarie e di organismi sanitari, rispettivamente, da chi esercita legalmente la potestà ovvero da un familiare, da un prossimo congiunto, da un convivente, o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimori. 2.(Comma così modificato dallart. 2, comma 2, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono essere resi noti allinteressato o ai soggetti di cui al comma 1-ter solo per il tramite di un medico designato dallinteressato o dal titolare. 3. Lautorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata, salvi i casi di particolare urgenza, sentito il Consiglio superiore di sanità. E vietata la comunicazione dei dati ottenuti oltre i limiti fissati con lautorizzazione. 4. La diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute è vietata, salvo nel caso in cui sia necessaria per finalità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, con losservanza delle norme che regolano la materia. Art. 24. Dati relativi ai provvedimenti di cui allarticolo 686 del codice di procedura penale 1. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui allarticolo 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale, è ammesso soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le rilevanti finalità di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e le precise operazioni autorizzate. Art. 25. Trattamento di dati particolari nellesercizio della professione di giornalista 1. (Comma così sostituito dallart. 12, comma 3, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.)Le disposizioni relative al consenso dellinteressato e allautorizzazione del Garante, nonché il limite previsto dallarticolo 24, non si applicano quando il trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e 24 è effettuato nellesercizio della professione di giornalista e per lesclusivo perseguimento delle relative finalità. Il giornalista rispetta i limiti del diritto di cronaca, in particolare quello dellessenzialità dellinformazione riguardo a fatti di interesse pubblico, ferma restando la possibilità di trattare i dati relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dallinteressato o attraverso i suoi comportamenti in pubblico. 2. (Comma così modificato dallart. 12, comma 4, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.)Il Garante promuove, nei modi di cui allarticolo 31, comma 1, lettera h), ladozione, da parte del Consiglio nazionale dellordine dei giornalisti, di un apposito codice di deontologia relativo al trattamento dei dati di cui al comma 1 del presente articolo effettuato nellesercizio della professione di giornalista, che preveda misure ed accorgimenti a garanzia degli interessati rapportate alla natura dei dati, in particolare per quanto riguarda quelli idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Nella fase di formazione del codice, ovvero successivamente, il Garante in cooperazione con il Consiglio, prescrive eventuali misure e accorgimenti a garanzia degli interessati, che il Consiglio è tenuto a recepire. Il Codice è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a cura del Garante, e diviene efficace quindici giorni dopo la sua pubblicazione. 3. Ove entro sei mesi dalla proposta del Garante il codice di deontologia di cui al comma 2 non sia stato adottato dal Consiglio nazionale dellOrdine dei giornalisti, esso è adottato in via sostitutiva dal Garante ed è efficace sino alla adozione di un diverso codice secondo la procedura di cui al comma 2. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nel codice di deontologia, il Garante può vietare il trattamento ai sensi dellarticolo 31, comma 1, lettera l). 4. (Comma così modificato dallart. 2, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Nel codice di cui ai commi 2 e 3 sono inserite, altresì, prescrizioni concernenti i dati personali diversi da quelli indicati negli articoli 22 e 24. Il codice può prevedere forme semplificate per le informative di cui allarticolo 10. 4-bis. (Comma aggiunto dallart. 2, comma 2, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Le disposizioni della presente legge che attengono allesercizio della professione di giornalista si applicano anche ai trattamenti effettuati dai soggetti iscritti nellelenco dei pubblicisti o nel registro dei praticanti di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, nonché ai trattamenti temporanei finalizzati esclusivamente alla pubblicazione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero. Art. 26. Dati concernenti persone giuridiche 1. Il trattamento nonché la cessazione del trattamento di dati concernenti persone giuridiche, enti o associazioni non sono soggetti a notificazione. 2. Ai dati riguardanti persone giuridiche, enti o associazioni non si applicano le disposizioni dellarticolo 28. CAPO V – TRATTAMENTI SOGGETTI A REGIME SPECIALE ( Artt. 27 – 28) Art. 27. Trattamento da parte di soggetti pubblici 1. Salvo quanto previsto al comma 2, il trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, nei limiti stabiliti dalla legge e dai regolamenti. 2. La comunicazione e la diffusione a soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, dei dati trattati sono ammesse quando siano previste da norme di legge o di regolamento, o risultino comunque necessarie per lo svolgimento delle funzioni istituzionali. In tale ultimo caso deve esserne data previa comunicazione nei modi di cui allarticolo 7, commi 2 e 3 al Garante che vieta, con provvedimento motivato, la comunicazione o la diffusione se risultano violate le disposizioni della presente legge. 3. La comunicazione e la diffusione dei dati personali da parte di soggetti pubblici a privati o a enti pubblici economici sono ammesse solo se previste da norme di legge o di regolamento. 4. I criteri di organizzazione delle amministrazioni pubbliche di cui allarticolo 5 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono attuati nel pieno rispetto delle disposizioni della presente legge. Art. 28. Trasferimento di dati personali allestero 1. Il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio nazionale, con qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento deve essere previamente notificato al Garante, qualora sia diretto verso un Paese non appartenente allUnione europea o riguardi taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24. 2. Il trasferimento può avvenire soltanto dopo quindici giorni dalla data della notificazione il termine è di venti giorni qualora il trasferimento riguardi taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24. 3. Il trasferimento è vietato qualora lordinamento dello Stato di destinazione o di transito dei dati non assicuri un livello di tutela delle persone adeguato ovvero, se si tratta dei dati di cui agli articoli 22 e 24, di grado pari a quello assicurato dallordinamento italiano. Sono valutate anche le modalità del trasferimento e dei trattamenti previsti, le relative finalità, la natura dei dati e le misure di sicurezza. 4. Il trasferimento è comunque consentito qualora: a) linteressato abbia manifestato il proprio consenso espresso ovvero, se il trasferimento riguarda taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24, in forma scritta b) sia necessario per lesecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte linteressato o per lacquisizione di informative precon-trattuali attivate su richiesta di questultimo, ovvero per la con-clusione o per lesecuzione di un contratto stipulato a favore dellinteressato c) sia necessario per la salvaguardia di un interesse pubblico rilevante individuato con legge o con regolamento, ovvero specificato ai sensi degli articoli 22, comma 3 e 24, se il trasferimento riguarda taluno dei dati ivi previsti d) sia necessario ai fini dello svolgimento delle investiga-zioni di cui allarticolo 38 delle norme di attuazione, di coordi-namento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trasferiti esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento e) sia necessario per la salvaguardia della vita o dellinco-lumità fisica dellinteressato o di un terzo, nel caso in cui linteressato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità dintendere o di volere f) sia effettuato in accoglimento di una richiesta di acces-so ai documenti amministrativi, ovvero di una richiesta di informazioni estraibili da un pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile da chiunque, con losservanza delle norme che regolano la materia g) sia autorizzato dal Garante sulla base di adeguate garanzie per i diritti dellinteressato, prestate anche con un contratto g-bis) (Lettera inserita dallart. 4, comma 3, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.)il trattamento sia finalizzato unicamente a scopi di ricerca scientifica o di statistica e sia effettuato nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dellarticolo 31. 5. Contro il divieto di cui al comma 3 del presente articolo può essere proposta opposizione ai sensi dellarticolo 29, commi 6 e 7. 6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al trasferimento di dati personali effettuato nellesercizio della professione di giornalista e per lesclusivo perseguimento delle relative finalità. 7. La notificazione di cui al comma 1 del presente articolo è effettuata ai sensi dellarticolo 7 ed è annotata in apposita sezione del registro previsto dallarticolo 31, comma 1, lettera a). La notificazione può essere effettuata con un unico atto unitamente a quella prevista dallarticolo 7. CAPO VI – TUTELA AMMINISTRATIVA E GIURISDIZIONALE ( Art. 29) Art. 29. Tutela 1. I diritti di cui allarticolo 13, comma 1, possono essere fatti valere dinanzi allautorità giudiziaria o con ricorso al Garante. Il ricorso al Garante non può essere proposto qualora, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, sia stata già adita lautorità giudiziaria. 2. Salvi i casi in cui il decorso del termine esporrebbe taluno a pregiudizio imminente ed irreparabile, il ricorso al Garante può essere proposto solo dopo che siano decorsi cinque giorni dalla richiesta avanzata sul medesimo oggetto al responsabile. La presentazione del ricorso rende improponibile unulteriore domanda dinanzi allautorità giudiziaria tra le stesse parti e per il medesimo oggetto. 3. Nel procedimento dinanzi al Garante il titolare, il responsabile e linteressato hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, e hanno facoltà di presentare memorie o documenti. Il Garante può disporre, anche dufficio, lespletamento di perizie. 4. Assunte le necessarie informazioni il Garante, se ritiene fondato il ricorso, ordina al titolare e al responsabile, con decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a tutela dei diritti dellinteressato e assegnando un termine per la loro adozione. Il provvedimento è comunicato senza ritardo alle parti interessate, a cura dellufficio del Garante. La mancata pronuncia sul ricorso, decorsi trenta (Parola così sostituita dallart. 13, comma 1, lett. a), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) giorni dalla data di presentazione, equivale a rigetto. 5. Se la particolarità del caso lo richiede, il Garante può disporre in via provvisoria il blocco in tutto o in parte di taluno dei dati ovvero limmediata sospensione di una o più operazioni del trattamento. Il provvedimento cessa di avere ogni effetto se, entro i successivi venti giorni, non è adottata la decisione di cui al comma 4 ed è impugnabile unitamente a tale decisione. 6. Avverso il provvedimento espresso o il rigetto tacito di cui al comma 4, il titolare o linteressato possono proporre opposizione al tribunale del luogo ove risiede il titolare, entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento o dalla data del rigetto tacito. Lopposizione non sospende lesecuzione del provvedimento. 6-bis.(Comma inserito dallart. 13, comma 1, lett. b), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) Il decorso dei termini previsti dai commi 4, 5 e 6 è sospeso di diritto dal 1° al 30 agosto di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante tale periodo, linizio stesso è differito alla fine del periodo medesimo. La sospensione non opera nei casi in cui sussista il pregiudizio di cui al comma 2 e non preclude ladozione dei provvedimenti di cui al comma 5. 7. Il tribunale provvede nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile, anche in deroga al divieto di cui allarticolo 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato E), e può sospendere, a richiesta, lesecuzione del provvedimento. Avverso il decreto del tribunale è ammesso unicamente il ricorso per cassazione. 8. Tutte le controversie, ivi comprese quelle inerenti il rilascio dellautorizzazione di cui allarticolo 22, comma 1, o che riguardano, comunque, lapplicazione della presente legge, sono di competenza dellautorità giudiziaria ordinaria. 9. Il danno non patrimoniale è risarcibile anche nei casi di violazione dellarticolo 9. CAPO VII – GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI ( Artt. 30 – 33) GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Denominazione così modificata dallart. 3, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123. Art. 30. Istituzione del Garante 1. (Comma così modificato dallart. 3, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) E istituito il Garante per la protezione dei dati personali. 2. Il Garante opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione. 3. Il Garante è organo collegiale costituito da quattro membri, eletti due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato. Essi eleggono nel loro ambito un presidente, il cui voto prevale in caso di parità. I membri sono scelti tra persone che assicurino indipendenza e che siano esperti di riconosciuta competenza delle materie del diritto o dellinformatica, garantendo la presenza di entrambe le qualificazioni. 4. Il presidente e i membri durano in carica quattro anni e non possono essere confermati per più di una volta per tutta la durata dellincarico il presidente e i membri non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, né essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, né ricoprire cariche elettive. 5. Allatto dellaccettazione della nomina il presidente e i membri sono collocati fuori ruolo se dipendenti di pubbliche amministrazioni o magistrati in attività di servizio se professori universitari di ruolo, sono collocati in aspettativa senza assegni ai sensi dellarticolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni. Il personale collocato fuori ruolo o in aspettativa non può essere sostituito. 6. Al presidente compete una indennità di funzione non eccedente, nel massimo, la retribuzione spettante al primo presidente della Corte di cassazione. Ai membri compete unindennità di funzione non eccedente, nel massimo, i due terzi di quella spettante al presidente. Le predette indennità di funzione sono determinate, con il regolamento di cui allarticolo 33, comma 3, in misura tale da poter essere corrisposte a carico degli ordinari stanziamenti. Art. 31. Compiti del Garante 1. Il Garante ha il compito di: a) istituire e tenere un registro generale dei trattamenti sulla base delle notificazioni ricevute b) controllare se i trattamenti sono effettuati nel rispetto delle norme di legge e di regolamento e in conformità alla notificazione c) segnalare ai relativi titolari o responsabili le modificazioni opportune al fine di rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti d) ricevere le segnalazioni ed i reclami degli interessati o delle associazioni che li rappresentano, relativi ad inosservanze di legge o di regolamento, e provvedere sui ricorsi presentati ai sensi dellarticolo 29 e) adottare i provvedimenti previsti dalla legge o dai regolamenti f) vigilare sui casi di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento g) denunciare i fatti configurabili come reati perseguibili dufficio, dei quali viene a conoscenza nellesercizio o a causa delle sue funzioni h) promuovere nellambito delle categorie interessate, nellosservanza del principio di rappresentatività, la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati settori, verificarne la conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso lesame di osservazioni di soggetti interessati e contribuire a garantirne la diffusione e il rispetto i) curare la conoscenza tra il pubblico delle norme che regolano la materia e delle relative finalità, nonché delle misure di sicurezza dei dati di cui allarticolo 15 l) vietare, in tutto o in parte, il trattamento dei dati o disporne il blocco quando, in considerazione della natura dei dati o, comunque, delle modalità del trattamento o degli effetti che esso può determinare, vi è il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o più interessati m) segnalare al Governo lopportunità di provvedimenti normativi richiesti dallevoluzione del settore n) predisporre annualmente una relazione sullattività svolta e sullo stato di attuazione della presente legge, che è trasmessa al Parlamento e al Governo entro il 30 aprile dellanno successivo a quello cui si riferisce o) curare lattività di assistenza indicata nel capitolo IV della Convenzione n. 108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, adottata a Strasburgo il 28 gennaio 1981 e resa esecutiva con legge 21 febbraio 1989, n. 98, quale autorità designata ai fini della cooperazione tra Stati ai sensi dellarticolo 13 della Convenzione medesima p) esercitare il controllo sui trattamenti di cui allarticolo 4 e verificare, anche su richiesta dellinteressato, se rispondono ai requisiti stabiliti dalla legge o dai regolamenti. 2. Il Presidente del Consiglio dei ministri e ciascun ministro consultano il Garante allatto della predisposizione delle norme regolamentari e degli atti amministrativi suscettibili di incidere sulle materie disciplinate dalla presente legge. 3. Il registro di cui al comma 1, lettera a), del presente articolo, è tenuto nei modi di cui allarticolo 33, comma 5. Entro il termine di un anno dalla data della sua istituzione, il Garante promuove opportune intese con le province ed eventualmente con altre pubbliche amministrazioni al fine di assicurare la consultazione del registro mediante almeno un terminale dislocato su base provinciale, preferibilmente nellambito dellufficio per le relazioni con il pubblico di cui allarticolo 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni. 4. Contro il divieto di cui al comma 1, lettera l), del presente articolo, può essere proposta opposizione ai sensi dellarticolo 29, commi 6 e 7. 5. Il Garante e lAutorità per linformatica nella pubblica amministrazione cooperano tra loro nello svolgimento dei rispettivi compiti a tal fine, invitano il presidente o un suo delegato membro dellaltro organo a partecipare alle riunioni prendendo parte alla discussione di argomenti di comune interesse iscritti allordine del giorno possono richiedere, altresì, la collaborazione di personale specializzato addetto allaltro organo. 6. Le disposizioni del comma 5 si applicano anche nei rapporti tra il Garante e le autorità di vigilanza competenti per il settore creditizio, per le attività assicurative e per la radiodiffusione e leditoria. Art. 32. Accertamenti e controlli 1. Per lespletamento dei propri compiti il Garante può richiedere al responsabile, al titolare, allinteressato o anche a terzi di fornire informazioni e di esibire documenti. 2. Il Garante, qualora ne ricorra la necessità ai fini del controllo del rispetto delle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali, può disporre accessi alle banche di dati o altre ispezioni e verifiche nei luoghi ove si svolge il trattamento o nei quali occorre effettuare rilevazioni comunque utili al medesimo controllo, avvalendosi, ove necessario, della collaborazione di altri organi dello Stato. 3. Gli accertamenti di cui al comma 2 sono disposti previa autorizzazione del presidente del tribunale competente per territorio in relazione al luogo dellaccertamento, il quale provvede senza ritardo sulla richiesta del Garante, con decreto motivato le relative modalità di svolgimento sono individuate con il regolamento di cui allarticolo 33, comma 3. 4. I soggetti interessati agli accertamenti sono tenuti a farli eseguire. 5. Resta fermo quanto previsto dallarticolo 220 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. 6. Per i trattamenti di cui agli articoli 4 e 14, comma 1, gli accertamenti sono effettuati per il tramite di un membro designato dal Garante. Se il trattamento non risulta conforme alle disposizioni di legge o di regolamento, il Garante indica al titolare o al responsabile le necessarie modificazioni ed integrazioni e ne verifica lattuazione. Se laccertamento è stato richiesto dallinteressato, a questultimo è fornito in ogni caso un riscontro circa il relativo esito, salvo che ricorrano i motivi di cui allarticolo 10, comma 4, della legge 1° aprile 1981, n. 121, come sostituito dallarticolo 42, comma 1, della presente legge, o motivi di difesa o di sicurezza dello Stato. 7. Gli accertamenti di cui al comma 6 non sono delegabili. Qualora risulti necessario in ragione della specificità della verifica, il membro designato può farsi assistere da personale specializzato che è tenuto al segreto ai sensi dellarticolo 33, comma 6. Gli atti e i documenti acquisiti sono custoditi secondo modalità tali da assicurarne la segretezza e sono conoscibili dal presidente e dai membri del Garante e, se necessario per lo svolgimento delle funzioni dellorgano, da un numero delimitato di addetti al relativo ufficio individuati dal Garante sulla base di criteri definiti dal regolamento di cui allarticolo 33, comma 3. Per gli accertamenti relativi agli organismi e ai dati di cui allarticolo 4, comma 1, lettera b), il membro designato prende visione degli atti e dei documenti rilevanti e riferisce oralmente nelle riunioni del Garante. Art. 33. Ufficio del Garante 1. Alle dipendenze del Garante è posto un ufficio composto, in sede di prima applicazione della presente legge,(Parole inserite dallart. 1, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) da dipendenti dello Stato e di altre amministrazioni pubbliche, collocati fuori ruolo nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, il cui servizio presso il medesimo ufficio è equiparato ad ogni effetto di legge a quello prestato nelle rispettive amministrazioni di provenienza. Il relativo contingente è determinato, in misura non superiore a quarantacinque unità, su proposta del Garante medesimo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri del tesoro e per la funzione pubblica, entro novanta giorni dalla data di elezione del Garante. Il segretario generale può essere scelto anche tra magistrati ordinari o amministrativi.(Parole aggiunte dallart. 3, comma 2, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.)(Lart. 3, comma 3 del decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123, prevede che Il personale richiesto dal Garante per la protezione dei dati personali nella fase di costituzione del relativo ufficio, nelle more del perfezionamento del comando, del fuori ruolo o dellaspettativa, può essere utilizzato dal Garante a decorrere dalla data indicata nella richiesta, sempreché tale data sia di almeno dieci giorni successiva a quella della richiesta, vi sia lassenso dellinteressato e lamministrazione o lente di appartenenza non si opponga.) 1-bis.(Comma aggiunto dallart. 1, comma 2, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) E istituito il ruolo organico del personale dipendente del Garante. Con proprio regolamento il Garante definisce: a) lordinamento delle carriere e le modalità del reclutamento secondo le procedure previste dallarticolo 36 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni b) le modalità dellinquadramento in ruolo del personale in servizio alla data dellentrata in vigore del regolamento c) il trattamento giuridico ed economico del personale secondo i criteri previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, e, per gli incarichi di funzioni dirigenziali, dallarticolo 19, comma 6, del citato decreto legislativo n. 29, come sostituito dallarticolo 13 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, tenuto conto delle specifiche esigenze funzionali e organizzative. Il regolamento è pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Nelle more della più generale razionalizzazione del trattamento economico delle autorità amministrative indipendenti, al personale è attribuito lottanta per cento del trattamento economico del personale dellAutorità per le garanzie nelle comunicazioni. Per il periodo intercorrente tra l8 maggio 1997 e la data di entrata in vigore del regolamento, resta ferma lindennità di cui allarticolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica 10 luglio 1991, n. 231, corrisposta al personale in servizio. Dal 1° gennaio 1998 e fino alla data di entrata in vigore del medesimo regolamento, è inoltre corrisposta la differenza tra il nuovo trattamento e la retribuzione già in godimento maggiorata della predetta indennità di funzione. 1-ter.(Comma aggiunto dallart. 1, comma 2, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Lufficio può avvalersi, per motivate esigenze, di dipendenti dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche o di enti pubblici collocati in posizione di fuori ruolo nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, ovvero in aspettativa ai sensi dellarticolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, in numero non superiore, complessivamente, a venti unità e per non oltre il venti per cento delle qualifiche dirigenziali, lasciando non coperto un corrispondente numero di posti di ruolo. Al personale di cui al presente comma è corrisposta una indennità pari alla eventuale differenza tra il trattamento erogato dallamministrazione o dallente di provenienza e quello spettante al corrispondente personale di ruolo, e comunque non inferiore alla indennità di cui allarticolo 41 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 231. 1-quater. (Comma aggiunto dallart. 2, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Con proprio regolamento il Garante ripartisce lorganico, fissato nel limite di cento unità, tra il personale dei diversi livelli e quello delle qualifiche dirigenziali e disciplina lorganizzazione, il funzionamento dellufficio, la riscossione e la utilizzazione dei diritti di segreteria, ivi compresi quelli corrisposti dall8 maggio 1997, e la gestione delle spese, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato. Il regolamento è pubblicato nella Gazzetta ufficiale. 1-quinquies.(Comma aggiunto dallart. 2, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) In aggiunta al personale di ruolo, lufficio può assumere direttamente dipendenti con contratto a tempo determinato disciplinato dalle norme di diritto privato, in numero non superiore a venti unità, ivi compresi i consulenti assunti con contratto a tempo determinato ai sensi del comma 4. 1-sexies.(Comma aggiunto dallart. 2, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Allufficio del Garante, al fine di garantire la responsabilità e lautonomia ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, e del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, si applicano i principi riguardanti lindividuazione e le funzioni del responsabile del procedimento, nonché quelli relativi alla distinzione fra le funzioni di indirizzo e di controllo, attribuite agli organi di vertice, e quelli concernenti le funzioni di gestione attribuite ai dirigenti. 2. Le spese di funzionamento dellufficio del Garante sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello Stato e iscritto in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del tesoro. Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della Corte dei conti. 3. (Comma così modificato dallart. 2, comma 2, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) In sede di prima applicazione della presente legge, le norme concernenti lorganizzazione ed il funzionamento dellufficio del Garante, nonché quelle dirette a disciplinare la riscossione dei diritti di segreteria e la gestione delle spese, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, sono adottate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri del tesoro, di grazia e giustizia e dellinterno, e su parere conforme del Garante stesso. Nel medesimo regolamento sono determinate le indennità di cui allarticolo 30, comma 6, e altresì previste le norme concernenti il procedimento dinanzi al Garante di cui allarticolo 29, commi da 1 a 5, secondo modalità tali da assicurare, nella speditezza del procedimento medesimo, il pieno rispetto del contraddittorio tra le parti interessate, nonché le norme volte a precisare le modalità per lesercizio dei diritti di cui allarticolo 13, nonché della notificazione di cui allarticolo 7, per via telematica o mediante supporto magnetico o lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altro idoneo sistema. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento è reso entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta decorso tale termine il regolamento può comunque essere emanato.(Lart. 5, comma 3, del decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123, prevede che Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui allarticolo 33, comma 3, della legge 31 dicembre 1996, n. 675, per la gestione delle spese dellufficio del Garante per la protezione dei dati personali si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nel regolamento per la gestione delle spese occorrenti per il funzionamento dellAutorità per linformatica nella pubblica amministrazione, approvate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 ottobre 1994, n. 769, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 1995.) 3-bis.(Comma inserito dallart. 2, comma 3, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1-quater, cessano di avere vigore le norme adottate ai sensi del comma 3, primo periodo. 4. Comma così modificato dallart. 2, comma 4, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Nei casi in cui la natura tecnica o la delicatezza dei problemi lo richiedano, il Garante può avvalersi dellopera di consulenti, i quali sono remunerati in base alle vigenti tariffe professionali ovvero sono assunti con contratti a tempo determinato, di durata non superiore a due anni, che possono essere rinnovati per non più di due volte. 5. Per lespletamento dei propri compiti, lufficio del Garante può avvalersi di sistemi automatizzati ad elaborazione informatica e di strumenti telematici propri ovvero, salvaguardando le garanzie previste dalla presente legge, appartenenti allAutorità per linformatica nella pubblica amministrazione o, in caso di indisponibilità, ad enti pubblici convenzionati. 6. Il personale addetto allufficio del Garante ed i consulenti sono tenuti al segreto su tutto ciò di cui siano venuti a conoscenza, nellesercizio delle proprie funzioni, in ordine a banche di dati e ad operazioni di trattamento. 6-bis. (Comma aggiunto dallart. 2, comma 5, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Il personale dellufficio del Garante addetto agli accertamenti di cui allarticolo 32 riveste, in numero non superiore a cinque unità, nei limiti del servizio cui è destinato e secondo le rispettive attribuzioni, la qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria. CAPO VIII – SANZIONI ( Artt. 34 – 39) Art. 34. Omessa o infedele notificazione 1. Chiunque, essendovi tenuto, non provvede alle notificazioni prescritte dagli articoli 7 e 28, ovvero indica in esse notizie incomplete o non rispondenti al vero, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni. Se il fatto concerne la notificazione prevista dallarticolo 16, comma 1, la pena è della reclusione sino ad anno. Art. 35. Trattamento illecito di dati personali 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 11, 20 e 27, è punito con la reclusione sino a due anni o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da tre mesi a due anni. 2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, comunica o diffonde dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 21, 22, 23 e 24, ovvero del divieto di cui allarticolo 28, comma 3, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni. 3.Se dai fatti di cui ai commi 1 e 2 deriva nocumento, la reclusione è da uno a tre anni. Art. 36. Omessa adozione di misure necessarie alla sicurezza dei dati 1. Chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure necessarie a garantire la sicurezza dei dati personali, in violazione delle disposizioni dei regolamenti di cui ai commi 2 e 3 dellarticolo 15, è punito con la reclusione sino ad un anno. Se dal fatto deriva nocumento, la pena è della reclusione da due mesi a due anni. 2. Se il fatto di cui al comma 1 è commesso per colpa si applica la reclusione fino a un anno. Art. 37. Inosservanza dei provvedimenti del Garante 1. Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi dellarticolo 22, comma 2, o dellarticolo 29, commi 4 e 5, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni. Art. 38. Pena accessoria 1. La condanna per uno dei delitti previsti dalla presente legge importa la pubblicazione della sentenza. Art. 39. Sanzioni amministrative 1. Chiunque omette di fornire le informazioni o di esibire i documenti richiesti dal Garante ai sensi degli articoli 29, comma 4, e 32, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire sei milioni. 2. La violazione delle disposizioni di cui agli articoli 10 e 23, comma 2, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquecentomila a lire tre milioni. 3.(Comma così modificato dallart. 14, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) Lorgano competente a ricevere il rapporto e ad irrogare le sanzioni di cui al presente articolo è il Garante. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. I proventi, nella misura del cinquanta per cento del totale annuo, sono riassegnati al fondo di cui allarticolo 33, comma 2, e sono utilizzati unicamente per lesercizio dei compiti di cui agli articoli 31, comma 1, lettera i) e 32. CAPO IX – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI ED ABROGAZIONI (Artt. 40 – 43) Art. 40. Comunicazioni al Garante 1. Copia dei provvedimenti emessi dallautorità giudiziaria in relazione a quanto previsto dalla presente legge e dalla legge 23 dicembre 1993, n. 547, è trasmessa, a cura della cancelleria, al Garante. Art. 41. Disposizioni transitorie 1. Fermo restando lesercizio dei diritti di cui agli articoli 13 e 29, le disposizioni della presente legge che prescrivono il consenso dellinteressato non si applicano in riferimento ai dati personali raccolti precedentemente alla data di entrata in vigore della legge stessa, o il cui trattamento sia iniziato prima di tale data. Resta salva lapplicazione delle disposizioni relative alla comunicazione e alla diffusione dei dati previste dalla presente legge. 2.(Comma così sostituito dallart. 2, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Per i trattamenti di dati personali iniziati prima del 1 gennaio 1998, le notificazioni prescritte dagli articoli 7 e 28 sono effettuate dal 1 gennaio 1998 al 31 marzo 1998 ovvero, per i trattamenti di cui allarticolo 5 riguardanti dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24, nonché per quelli di cui allarticolo 4, comma 1, lettere c), d) ed e), dal 1 aprile 1998 al 30 giugno 1998. 3. Le misure minime di sicurezza di cui allarticolo 15, comma 2, devono essere adottate entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento ivi previsto. Fino al decorso di tale termine, i dati personali devono essere custoditi in maniera tale da evitare un incremento dei rischi di cui allarticolo 15, comma 1. 4. Le misure di cui allarticolo 15, comma 3, devono essere adottate entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore dei regolamenti ivi previsti. 5. (Comma da ultimo così modificato dallart. 1, comma 1, d.lg. 6 novembre 1998, n. 389. Nei ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, i trattamenti dei dati di cui allarticolo 22, comma 3, ad opera di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, e allarticolo 24, possono essere proseguiti anche in assenza delle disposizioni di legge ivi indicate, previa comunicazione al Garante. 6. In sede di prima applicazione della presente legge, fino alla elezione del Garante ai sensi dellarticolo 30, le funzioni del Garante sono svolte dal presidente dellAutorità per linformatica nella pubblica amministrazione, fatta eccezione per lesame dei ricorsi di cui allarticolo 29. 7. (Comma così sostituito dallart. 4, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Le disposizioni della presente legge che prevedono unautorizzazione del Garante si applicano limitatamente alla medesima autorizzazione e fatta eccezione per la disposizione di cui allarticolo 28, comma 4, lettera g), a decorrere dal 30 novembre 1997. Le medesime disposizioni possono essere applicate dal Garante anche mediante il rilascio di autorizzazioni relative a determinate categorie di titolari o di trattamenti. 7-bis. (Comma aggiunto dallart. 4, comma 2, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) In sede di prima applicazione della presente legge, le informative e le comunicazioni di cui agli articoli 10, comma 3, e 27, comma 2, possono essere date entro il 30 novembre 1997. Art. 42. Modifiche a disposizioni vigenti 1. Larticolo 10 della legge 1° aprile 1981, n. 121, è sostituito dal seguente: Art. 10. – (Controlli). – 1. (Commi così modificati dallart. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Il controllo sul Centro elaborazione dati è esercitato dal Garante per la protezione dei dati personali, nei modi previsti dalla legge e dai regolamenti. 2.(Commi così modificati dallart. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) I dati e le informazioni conservati negli archivi del Centro possono essere utilizzati in procedimenti giudiziari o amministrativi soltanto attraverso lacquisizione delle fonti originarie indicate nel primo comma dellarticolo 7, fermo restando quanto stabilito dallarticolo 240 del codice di procedura penale. Quando nel corso di un procedimento giurisdizionale o amministrativo viene rilevata lerroneità o lincompletezza dei dati e delle informazioni, o lillegittimità del loro trattamento, lautorità procedente ne dà notizia al Garante per la protezione dei dati personali. 3. La persona alla quale si riferiscono i dati può chiedere allufficio di cui alla lettera a) del primo comma dellarticolo 5 la conferma dellesistenza di dati personali che lo riguardano, la loro comunicazione in forma intelligibile e, se i dati risultano trattati in violazione di vigenti disposizioni di legge o di regolamento, la loro cancellazione o trasformazione in forma anonima. 4.(Commi così modificati dallart. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Esperiti i necessari accertamenti, lufficio comunica al richiedente, non oltre venti giorni dalla richiesta, le determinazioni adottate. Lufficio può omettere di provvedere sulla richiesta se ciò può pregiudicare azioni od operazioni a tutela dellordine e della sicurezza pubblica o di prevenzione e repressione della criminalità, dandone informazione al Garante per la protezione dei dati personali. 5. Chiunque viene a conoscenza dellesistenza di dati personali che lo riguardano, trattati anche in forma non automatizzata in violazione di disposizioni di legge o di regolamento, può chiedere al tribunale del luogo ove risiede il titolare del trattamento di compiere gli accertamenti necessari e di ordinare la rettifica, lintegrazione, la cancellazione o la trasformazione in forma anonima dei dati medesimi. Il tribunale provvede nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile.. 2. Il comma 1 dellarticolo 4 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, è sostituito dal seguente: 1. E istituita lAutorità per linformatica nella pubblica amministrazione, denominata Autorità ai fini del presente decreto tale Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione.. 3. Il comma 1 dellarticolo 5 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, è sostituito dal seguente: 1. Le norme concernenti lorganizzazione ed il funzionamento dellAutorità, listituzione del ruolo del personale, il relativo trattamento giuridico ed economico e lordinamento delle carriere, nonché la gestione delle spese nei limiti previsti dal presente decreto, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, sono adottate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del tesoro e su parere conforme dellAutorità medesima. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento è reso entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, decorsi i quali il regolamento può comunque essere emanato. Si applica il trattamento economico previsto per il personale del Garante per leditoria e la radiodiffusione ovvero dellorganismo che dovesse subentrare nelle relative funzioni, fermo restando il limite massimo complessivo di centocinquanta unità. Restano altresì fermi gli stanziamenti dei capitoli di cui al comma 2, così come determinati per il 1995 e tenendo conto dei limiti di incremento previsti per la categoria IV per il triennio 1996-1998.. 4.(Commi così modificati dallart. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Negli articoli 9, comma 2 e 10, comma 2, della legge 30 settembre 1993, n. 388, le parole: Garante per la protezione dei dati sono sostituite dalle seguenti: Garante per la protezione dei dati personali. Art. 43. Abrogazioni 1. Sono abrogate le disposizioni di legge o di regolamento incompatibili con la presente legge e, in particolare, il quarto comma dellarticolo 8 ed il quarto comma dellarticolo 9 della legge 1° aprile 1981, n. 121. Entro sei mesi dalla data di emanazione del decreto di cui allarticolo 33, comma 1, della presente legge, il Ministro dellinterno trasferisce allufficio del Garante il materiale informativo raccolto a tale data in attuazione del citato articolo 8 della legge n. 121 del 1981. 2. Restano ferme le disposizioni della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni, nonché, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 5 giugno 1990, n. 135, e successive modificazioni, del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, nonché le vigenti norme in materia di accesso ai documenti amministrativi ed agli archivi di Stato. Restano altresì ferme le disposizioni di legge che stabiliscono divieti o limiti più restrittivi in materia di trattamento di taluni dati personali. 3. Per i trattamenti di cui allarticolo 4, comma 1, lettera e), della presente legge, resta fermo lobbligo di conferimento di dati ed informazioni di cui allarticolo 6, primo comma, lettera a), della legge 1° aprile 1981, n. 121. CAPO X – COPERTURA FINANZIARIA ED ENTRATA IN VIGORE (Artt. 44 – 45 ) Art. 44. Copertura finanziaria 1. Allonere derivante dallattuazione della presente legge, valutato in lire 8.029 milioni per il 1997 ed in lire 12.045 milioni a decorrere dal 1998, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1997-1999, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1997, alluopo utilizzando per il 1997, quanto a lire 4.553 milioni, laccantonamento riguardante il Ministero degli affari esteri e, quanto a lire 3.476 milioni, laccantonamento riguardante la Presidenza del Consiglio dei ministri e, per gli anni 1998 e 1999, quanto a lire 6.830 milioni, le proiezioni per gli stessi anni dellaccantonamento riguardante il Ministero degli affari esteri e, quanto a lire 5.215 milioni, le proiezioni per gli stessi anni dellaccantonamento riguardante la Presidenza del Consiglio dei ministri. 2.Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 45. Entrata in vigore 1. La presente legge entra in vigore centoventi giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Per i trattamenti svolti senza lausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati che non riguardano taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24, le disposizioni della presente legge si applicano a decorrere dal 1° gennaio 1998. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 9, comma 2, della legge 30 settembre 1993, n. 388, la presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, limitatamente ai trattamenti di dati effettuati in esecuzione dellaccordo di cui allarticolo 4, comma 1, lettera a) e alla nomina del Garante. Testo aggiornato in base ai seguenti decreti legislativi Testo aggiornato in base ai seguenti decreti legislativi: n. 282 del 30.07.99 n. 281 del 30.07.99 n. 135 dell11.05.99 n. 51 del 26.02.99 n. 389 del 06.11.98 n. 171 del 13.05.98 n. 135 dello 08.05.98 n. 255 del 28.07.97 n. 123 del 09.05.97 Garante per la protezione dei dati personali.

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