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I vivaisti viticoli alzano la voce contro le decisioni di blocco dell’UE

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I vivaisti viticoli alzano la voce contro le decisioni di blocco dell’UE

I vivaisti viticoli, appoggiati dall’Amministrazione comunale di Otranto, alzano la voce contro le decisioni dell’UE. Ieri pomeriggio, presso il Castello Aragonese, si è tenuto un incontro pubblico molto partecipato, organizzato dal Consorzio Vivaisti Viticoli Pugliesi A.Vi.Vi.P. in collaborazione con il Comune di Otranto, in cui si è parlato dell’emergenza Xylella Fastidiosa e dell’allarme disoccupazione nel vivaismo viticolo.

Il vivaismo viticolo non può subire il ricatto di Bruxelles; il vivaismo viticolo non può e non vuole pagare il prezzo di un braccio di ferro che vede, contrapposti l’UE e la nostra Regione su come contrastare la diffusione del patogeno da quarantena Xylella f. ceppo Co.Di.Ro.

Sappiamo che tale patogeno può interessare oltre all’olivo anche altre numerose specie vegetali del nostro territorio, ma, dal 31 luglio scorso, confortati dalle risultanze scientifiche dei test di patogenicità condotti per 12 mesi dal CNR di Bari, abbiamo la certezza che questo terribile flagello non attacca la vite!

Abbiamo ascoltato e creduto, con pazienza e con estremo senso di responsabilità, quanti ci rassicuravano che al termine del test di patogenicità la Commissione avrebbe, senza indugio, provveduto ad escludere la vite dall’Allegato 1 della Decisione UE 789/2015, rimediando alla clamorosa svista.

Ciò non è avvenuto! La Commissione, riunitasi il 17-18 settembre u.s., ha ritenuto di non esaminare il dossier scientifico inviato dal CNR, ed ha rinviato l’esame di 60gg.

Abbiamo immediatamente chiesto informazioni sulle motivazioni di questo ritardo sia al mondo scientifico che a quello politico, e la risposta che ci è stata fornita in maniera non esplicita né ufficiale, ma comunque molto chiara, è sconcertante: noi vivaisti viticoli siamo vittima di un vero e proprio ricatto che la Comunità Europea sta attuando nei confronti della Regione Puglia perché non vengono poste in essere, dalla stessa e dal Commissario Straordinario, tutte le misure di contenimento della diffusione del batterio da quarantena indicate dall’Europa. In altre parole: se la Regione Puglia non si preoccupa di contenere l’avanzata del batterio rimanendo immobile, la Comunità Europea non ha nessun interesse ad accelerare i tempi per svincolare il vivaismo viticolo Salentino.

Questa cosa per noi è assurda ed inaccettabile e non si posa su nessun principio di legalità, noi stiamo subendo una ingiustizia clamorosa. Non possiamo permettere di essere utilizzati come merce di scambio!!!

Questo colpo di scena ha disorientato gli operatori, perché come sappiamo, l’inizio della campagna commerciale vitivivaistica è ormai alle porte, infatti, il periodo di fine vendemmia corrisponde al momento della sottoscrizione dei contratti di vendita delle barbatelle. Come sarà possibile per noi sottoscrivere tali contratti, con la paura di non poterli poi onorare e divenire così inadempienti, anche se per colpe non nostre? Questa incertezza ha causato numerose disdette di ordini in questi ultimi giorni, ed ha ulteriormente gettato nello sconforto noi vivaisti.

Gli scenari che si aprono ora non sono per nulla incoraggianti:

  • le nostre aziende saranno costrette a chiudere le proprie attività condotte con tanta dedizione sul territorio di Terra d’Otranto e trasferirsi lontano da qui producendo le barbatelle in altre zone di Italia o della UE, depauperando il Salento di una ricchezza pari a circa 20 milioni di euro annui che un settore trainante come il vivaismo viticolo produce e reinveste sullo stesso territorio;
  • verrà vanificato quel processo di ricambio generazionale che si sta realizzando nella categoria dei vivaisti, in grado di garantire continuità nel tempo in questo comparto produttivo, e quella necessaria innovazione che recupera un’esperienza ormai di oltre 100 anni;
  • perderemo sul nostro territorio le circa 70 mila giornate lavorative che noi vivaisti viticoli registriamo nelle nostre aziende ogni anno;
  • si disperderà definitivamente una storia imprenditoriale che nei decenni ha acquisito una tale specializzazione che ha fatto del vitivivaismo di Terra d’Otranto uno dei poli di maggior produzione, e riferimento per una quota notevole del mercato nazionale ed estero, essendo tra i maggiori d’Italia, dopo quello del Friuli;
  • notevoli ripercussioni negative si avranno anche sull’indotto, basti pensare ai numerosi fornitori, studi di professionisti, centri di ricerca, ecc., che con noi vivaisti lavorano costantemente;
  • i titolari delle aziende vivaistiche danneggiate si vedranno costretti a perseguire le vie legali per far valere i propri diritti e chiedere tutti i danni subiti ai colpevoli di questo disastro, perché ci sembra giusto che qualcuno debba pagare per questa clamorosa ingiustizia!!!

Non chiediamo sussidi o assistenza, ma solo il diritto di continuare a svolgere la nostra attività.

Pertanto, l’invito che rivolgiamo alle nostre Istituzioni politiche che hanno a cuore le sorti del nostro territorio, è di prendere seriamente coscienza della situazione e di impegnarsi con ogni mezzo nella ricerca di una soluzione immediata.

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